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Axelle Delhaye

Il rapporto di Axelle Delhaye con la ceramica ha avuto inizio nell'infanzia, plasmando pezzi fantasiosi accanto alla nonna in una famiglia intrisa di tradizione artistica. Ha poi studiato pittura all'ENSAV La Cambre di Bruxelles, ma è stata la ceramica a diventare il suo mezzo di espressione più diretto e intimo, un'arte radicata in quella prima eredità domestica e guidata da un approccio intuitivo e giocoso al fare. Lavorando con il gres, Delhaye applica le underglazes e utilizza la tecnica dello sgraffito, disegnando e incidendo direttamente sulla superficie dell'argilla, per costruire immagini definite da texture, segni e silhouette. La sua palette è volutamente contenuta, spesso limitata a uno o due toni piatti, mantenendo l'attenzione sulla forma e sul gesto. Ispirata dalla visione naïf di pittori come Henri Rousseau, abbraccia l'imperfezione e l'accidente come parti essenziali del suo processo: le forme nascono per caso e nessun pezzo viene rifinito eccessivamente. Il risultato è ciò che lei chiama "oggetti non preparati", pezzi che trasmettono un senso di selvatico e di quiete al tempo stesso, come una giungla in cui caos e calma coesistono. La sua collaborazione con Serax porta questo modo di fare — indomito e intimo — a un pubblico più ampio attraverso la sua collezione Interior Accessories, traducendo il suo artigianato istintivo in oggetti tanto pieni di vita quanto di silenziosa poesia.